La Caccavella: consigli sulla cottura

La Caccavella: consigli sulla cottura

Poche sono le regole per cuocere la pasta e qualsiasi sia il formato utilizzato non importa, corto o lungo, non ci sono sostanziali differenze. La pasta è il nostro orgoglio nazionale e non c’è al mondo altro posto dove sappiano produrla e cucinarla come noi.

Intanto ci teniamo a dire che c’è pasta e pasta e la migliore è quella trafilata al bronzo, costa di più è vero, ma ha caratteristiche nettamente superiori: rende di più, mantiene la cottura ed assorbe il condimento al massimo… cosa vogliamo di più!

La protagonista di questo post è un formato di pasta speciale, La Caccavella, il formato di pasta più grande al mondo prodotto da “La Fabbrica Della Pasta Di Gragnano”. 

… ‘a Caccavella è una delle più geniali invenzioni di Antonino “il Pastaio”, divenuta Brevetto Europeo n° 008663825 – n° 001658576. E’ il formato di Pasta monoporzione più Grande al Mondo… con un peso netto di 50 g e un diametro di circa 10 cm. Di grande fascino e impatto visivo, ‘a Caccavella è apprezzatissima sia dagli chef che dai semplici avventori che si dilettano ogni giorno nell’inventare sempre nuove ed entusiasmanti ricette!…  (Da La Fabbrica della pasta di Gragnano)

 

caccavelle
 

Sapete cosa vuol dire in napoletano caccavella?

Questa parola, di origine greca, ha vari significati e nel dialetto stretto napoletano si utilizza per definire oggetti o persone non proprio perfette, come un particolare strumento musicale, composto da un semplice contenitore coperto da pelle d’asino in cui è infilata un’asticella o per etichettare una donna bruttina, bassa con fianchi larghi.

Il significato però che ci interessa è quello utilizzato per identificare una specifica pentola di creta con manici, abbastanza grande, ancora oggi utilizzata per cuocere legumi e il famoso ragù napoletano.

Bene ora torniamo alla nostra pasta e a come cucinarla:

La regola vuole che ogni 100 g di pasta va cotta in 1 litro di acqua, questa è la proporzione consigliata. È importante sapere che cuocere la pasta in poca acqua è sbagliato e ancor di più per la caccavella che come tutte le paste speciali, ha bisogno di una maggiore attenzione.

Quindi utilizzare una pentola capiente, adatta alla quantità di pasta che volete cucinare; per 4 caccavelle noi utilizziamo una pentola di 28 cm di diametro con circa 4 litri d’acqua.

Aspettare il bollore, salare e aggiungere due cucchiai di olio.

Calare una caccavella per volta e far bollire a fiamma moderata, mescolando delicatamente di tanto in tanto per evitare che si attacchino sul fondo della pentola. 

Cuocere, senza coperchio, per 16 minuti se la ricetta prevede anche una cottura in forno, in caso contrario far cuocere qualche minuto in più.

I tempi di cottura che vi abbiamo suggerito, in accordo con l’azienda che la produce, sono ideali per gustare la CACCAVELLA al meglio, anche se è giusto ed ovvio che ci siano varianti legate sia al gusto che alle abitudini di ognuno di noi.

 

caccavella: storia e consigli sulla cottura-la fabbrica della pasta di gragnano

 

Trascorso il tempo indicato, scolarle delicatamente una per volta con l’aiuto di una schiumarola e raffreddarle velocemente sotto l’acqua corrente. Se dovesse servire, utilizzare la stessa acqua di cottura per lessare fino ad un massimo di 4 caccavelle. A fine operazione CONSERVARE  l’acqua di cottura della pasta poiché occorrerà successivamente.

 

caccavella: storia e consigli sulla cottura-la fabbrica della pasta di gragnano

 

Una volta scolate, mettere le caccavelle sottosopra in un vassoio leggermente unto e terminare versando un filo di olio su tutta la superficie. Se le avete preparate in anticipo o addirittura il giorno prima, coprire con un foglio di pellicola trasparente e conservare in un luogo fresco. Perfetto il frigorifero.

 

caccavella: storia e consigli sulla cottura-la fabbrica della pasta di gragnano

 

 

caccavella: storia e consigli sulla cottura-la fabbrica della pasta di gragnano

 

Per apprezzare al meglio questa pasta speciale, prima di riempirla, immergerla velocemente nella sua acqua di cottura. Questo passaggio serve per idratarla e per evitare che si secchi durante la cottura in forno, che va fatta dopo averle coperte con un foglio di carta di alluminio.

A metà cottura controllare che il bordo non si asciughi troppo, perché se così fosse, bagnarlo con un pennello utilizzando o la sua acqua di cottura oppure della semplice acqua o meglio ancora del brodo. 

Ora non vi resta che provare tutte le nostre ricette, ce n’è per tutti i gusti!

Clicca qui e Buon Appetito!

 

 

 

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